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12 anni e una Vineland

Oggi io e David facciamo dodici anni di matrimonio. Un paio di settimane fa abbiamo fatto una delle scale Vineland di rito nella nostra breve storia di genitori di una bambina autistica.

Sono certa che la Vineland, da che esiste, abbia causato più di un divorzio: per un’ora abbondante e anche di più, ti siedi insieme a tua moglie o tuo marito davanti a uno psicologo o neuropsichiatra che ti rivolge una serie infinita di domande sulle autonomie e abilità sociali di tuo figlio ed è facile scoprire quanto possa essere diverso il tuo punto di vista da quello del tuo compagno o compagna di vita.

Pur trattandosi di dati abbastanza oggettivi, è il punto di osservazione che è interessante: io sono quella che sta tutta concentrata sulle difficoltà, osserva i miglioramenti con la lente di ingrandimento per vederne ogni piega, David vede la sua bambina prima della sua bambina autistica ed è la più sana delle controparti che ci sia. Diciamo che contiamo sul fatto che chi conduce il test sia abituato a ricevere risposte anche molto contrastanti.

Non so se l’autismo di nostra figlia abbia stretto un po’ di più il nodo tra di noi, non so se siamo mai andati in crisi perché noi siamo così, andiamo avanti, ci diamo dei margini ampi, misuriamo il nostro futuro con cautela e in più abbiamo questa Bionda di sei anni che occupa il suo spazio a gran voce e ci tiene occupati e distratti allo stesso tempo.

C’è da dirlo, siamo anche dei privilegiati che lavorano in casa tutto il giorno e si dividono con efficacia trasporti, cene, spese, fatture di terapisti da saldare, tutto: la scommessa è farcela sempre anche se dovessimo vederci costretti a cambiare questa routine ma, dopo dodici anni di traslochi, città nuove, pendolarismo estremo, RomaMilanoBergamoTorino, credo che possiamo ancora abbracciare le novità – quelle lavorative in particolare – mentre le nostre figlie imparano, ognuna a modo suo, il concetto di diversità, questa sì una bella gatta da pelare che ci guarda da lontano, ma non così lontano.

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11 thoughts on “12 anni e una Vineland

  1. francesca m says:

    Auguri di felice anniversario!

    Noi siamo purtroppo tutti e due pessimisti, invidio veramente tuo marito e credo pure che sia il punto di vista giusto dal quale guardare e crescere qualsiasi figlio. Per fortuna nel nostro caso ci pensano i nonni e gli zii.

    • Daniela Scapoli says:

      Ciao Francesca! Grazie degli auguri 🙂 Ho ricevuto anche il tuo messaggio precedente e volevo ringraziarti anche per quello.

      Io non so se definirmi pessimista, forse no, critica sì, a volte anche oltre il buon senso. David conosce bene sua figlia e ha uno spirito più costruttivo e sereno e questo ci fa bene. Anche la nostra famiglia ci sostiene con positività e ci permette di affrontare tutto meglio.

  2. Non sapevo cosa fossero le scale Vineland. Ognuno di noi percepisce le cose in modo diverso, qualsiasi situazione, evento, giornata. L’importante credo sia non scontrarsi troppo spesso e riuscire a trovare punti in comune.
    Auguri per i vostri 12 anni.

    • Daniela says:

      Grazie per gli auguri! Diciamo che la Vineland è per noi un elemento in più per confrontarci, molto utile tra l’altro 😉

  3. Tanti auguri :o)! Io ho festeggiato il mio 40 compleanno allo stesso modo. E ancora non mi abituo ai referti…tanto parlare di punti forti e punti deboli nei colloqui, e poi nel rapporto scritto compaiono solo i punti deboli. Gli altri? Boh ce li saremo inventati. W la Vineland e le coppie che (ancora) le resistono!

    • Daniela says:

      Sì un po’ è vero, la PEP3 in questo senso è più “motivante”. Pazienza comunque, nella valutazione complessiva anche la Vineland ha un suo ruolo. Grazie per gli auguri 🙂

  4. francesca m says:

    Noi la vineland non l’abbiamo mai fatta, ma tanto sono convinta che i test non servano, che come stanno andando le cose si veda già: in classe, a casa, fuori casa. Il vero polso della situazione lo hanno i genitori e le maestre … e ancora di più la persona stessa, che magari dall’esterno sembra che stia andando tutto bene e poi la persona sta invece facendo molta fatica e ad un certo punto satura e non ce la fa più.
    Noi per ora ci stiamo un po’ rilassando, perchè penso che verranno tempi peggiori (medie e adolescenza) e quindi stiamo un po’ lasciando andare la barca da sola, anche considerando che la maestra non si lamenta (io che ero secchiona non sono tanto entusiasta dei suoi quaderni, però se alla maestra vanno bene cerco di stare zitta) e che è un bimbo felice.
    Oramai sono anche abituata all’andamento dell’anno: all’inizio dopo le vacanze bene, poi un po’ in calo, poi arriva Natale, poi bene, poi dopo aprile con la primavera decisamente in calo, per poi riprendersi d’estate.

  5. Daniela says:

    Sì è vero, nel senso che dici tu non servono, ormai ci siamo abituati anche noi. Servono eccome se devi andare davanti a una commissione INPS a chiedere l’accompagnamento, come nel nostro caso, e comunque una volta che sei certificato la rivalutazioni vanno fatte, non è affatto un dramma, anzi, ne vengono comunque fuori delle indicazioni interessanti.
    Noi non ci rilassiamo ma abbiamo ripensato tutta la didattica con l’aiuto della supervisor ABA in modo da non stressarla, d’altronde la Bruna non potrebbe mai fare a meno del sostegno, almeno non in questi anni cruciali. Io dico comunque mai, ma anche in questo caso non è che avere il sostegno sia un problema: il lavoro in corso mira proprio a lavorare come dovrebbe essere, con il sostegno che funge da insegnante di classe e che le insegna a stare in classe, non ad appoggiarsi a lei. È un gran lavoro ma penso darà i suoi frutti. In bocca al lupo per l’anno scolastico di tuo figlio!

    • francesca m says:

      Crepi il lupo!

      Sono contenta che abbiate trovato una brava maestra di sostegno che sa di essere una maestra della classe e che sa che il suo primo obiettivo è quello di rendere l’alunno sempre più indipendente.

      Certo i test servono per la burocrazia! Intendevo dire che non dovrebbero dirti niente di nuovo, perchè comunque dovrebbero essere una fotografia della persona che è e che conoscete meglio di chiunque.

      • francesca m says:

        Sicuramente da quello che ho capito di tua figlia, potrebbe stare senza sostegno, perchè ha un buon comportamento, ma non riuscirebbe ad imparare tutto quello che è nelle sue potenzialità e sarebbe un vero peccato.

        • Daniela says:

          Sì, amiamo la nostra maestra di sostegno, la sua capacità, sensibilità e comprensione e disponibilità! Mia figlia non può stare senza sostegno perché i suoi tempi di attenzione sono minimi e le sue capacità non adeguate a seguire il normale programma di classe, senza contare i problemi relazionali: alcune cose progrediranno di più, altre meno, l’importante come dici tu è permetterle di esprimere il suo particolare potenziale, piccolo o ampio che sia 😉

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