La Bruna, lavori da mamma

Mamma ama i concerti

I Depeche Mode in concerto a Milano

Lo faccio meno di una volta e meno di quanto vorrei per motivi vari, ma se c’è una cosa nella vita che mi piace è andare ai concerti. In barba a chi ritiene che sia meglio godersi uno spettacolo in religioso silenzio a me piaceandare a vedere i musicisti che mi piacciono, della cui musica mi sono riempita orecchie e anima e cantare, cantare, cantare, ed esultare, e applaudire, e ballare (quest’ultima a seconda dei casi, ovviamente non mi capita quando vado a sentire, che so, James Taylor).

Ieri sera siamo andati a vedere i Depeche Mode, uno di quei gruppi che negli anni mi hanno regalato musica meravigliosa, a volte colonna perfetta di alcuni momenti di vita. Sono uno di quei gruppi che vedrei e rivedrei senza stancarmi mai, musicisti che per due ore e qualcosa mi portano via, lontana da fatiche mondane e – senza sensi di colpa – anche da certi affanni familiari.

Andare a sentire musica dal vivo è nella top list delle cose della vita a cui non vorrei mai dover rinunciare. È un momento così gioioso, così pieno: alla mia Bruna – incapace di tollerare i rumori oltre una certa soglia – auguro che anche solo una volta nella vita anche lei abbia la fortuna di emozionarsi e dimenticare la paura e cantare, cantare, cantare  insieme al suo cantante o al suo gruppo preferito.

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Porno per mamme

No, non è roba di scambio di fluidi corporei ma di sicuro è un sogno erotico, uno di quelli in cui indulgi quando stai per svegliarti la mattina, mentre il cervello si mette in moto e la routine quotidiana pre vacanze un po’ fa sentire il suo peso.

Come sogno erotico è semplice e per realizzarlo servono:

– qualche centinaio di euro;
– una persona fidata;
– una grande casa al mare.

 

Di questi io ho solo la persona fidata, la meravigliosa educatrice, donna e mamma che si occupa della Bionda – e della Bruna in queste settimane di materna chiusa – nel suo nido in famiglia. Lei me la vorrei proprio portare al mare, facendo finta di non sapere – questa è la vera parte porno – che ad agosto pure lei è stanca e vorrebbe riposarsi senza mocciosi intorno.

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Allattare in pubblico: ve lo giuro, non siamo esibizioniste

Allattare al seno un neonato non è niente di scandaloso, oppure sì? A giudicare da questo pezzo pubblicato sull’HuffPost Parents lo è ancora per tanti americani, e penso dia fastidio a molte persone anche qui da noi. Tempo fa frequentavo FriendFeed, un social network un po’ defilato in cui era facile trovare molte persone davvero interessanti e casualmente anche tante persone che non tolleravano bambini, discorsi sui bambini, visione di bambini – in aereo e al ristorante erano i luoghi top dell’antibambinità – soprattutto se neonati e bisognosi di tetta. Almeno una volta ogni settimana o due Friendfeed si animava di flame – litigate più o meno intense e prolungate – tra i difensori dei bimbi e gli strenui oppositori.

In genere io non ho molto da dire al riguardo: prima di diventare mamma i bambini mi erano quasi del tutto indifferenti e  non ricordo di aver mai notato una donna che allattava prima di sapere cosa volesse dire farlo. È ovvio quindi che quando mi imbatto in un essere umano antitetta mi stupisco e, da mamma, mi inalbero anche un po’. Per questo voglio mettere giù due cosette per chi trova inopportuno che una donna si metta ad allattare lì dove sta (parlo di poppanti piccoli, il discorso sull’allattamento prolungato magari un’altra volta):

– mediamente, una donna che allatta continua a vivere: rimanendo donna oltre che mamma, ama ancora aggirarsi per strade, centri commerciali, pizzerie e quanto altro e ama farlo insieme al frutto dei suoi lombi il quale però, ahinoi, ogni tanto si affama;

– quando il bambino ha fame (e piange, piange molto), la mamma – specie se mamma per la prima volta – non ha voglia di farlo aspettare e spesso un pertugio nascosto in cui allattare non si trova nel giro di due minuti. Ci si siede un po’ dove capita e via, si allatta;

nessuna mamma ha voglia di esibire il seno. Lo giuro, non lo vogliamo fare vedere a nessuno, solo al bambino. Ma da come a volte sento parlare di allattamento in pubblico pare che ci siano numerose donne che prima di attaccare il bimbo al seno compiono misteriose operazioni di preparazione durante le quali ogni passante può ammirare la tetta scoperta. Vi tiro in ballo, mamme che allattate: voi fate così? Perché io facevo un’estrazione piuttosto rapida e discreta, e spesso capitava pure che coprissi Bruna o Bionda e la tetta con un lenzuolino o una copertina;

– «Perché quando sei fuori non gli dai il biberon?». Perché no e basta. Ho scelto il seno, allatto al seno. Forse c’è qualche situazione particolare in cui il biberon effettivamente potrebbe essere indicato, ma sono poche e qua si parla di vita di tutti i giorni. Difficoltà massima: far capire a una non mamma che esistono bambini che di biberon non ne vogliono sapere e a nulla vale provare ad abituarli: io ne ho un esempio in casa e, lo giuro, ho un atteggiamento laico nei confronti del biberon, tanto è vero che la Bionda lo ha preso e lo prende con serenità ma con la Bruna non c’è mai stato verso. E poi andare in giro così vuol dire tirarsi via il latte, metterlo nel biberon, conservarlo in qualche modo e trovare qualcuno che te lo scaldi quando ce n’è bisogno: e perché mai dovrei fare una roba del genere quando ho tutto a posto e a temperatura dentro di me?

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