autismo e prima elementare
La Bruna

La prima volta in prima elementare

La prima elementare finisce oggi. Avevo paura e la Bruna mi ha dimostrato che libri e quaderni, verifiche e compiti a casa fanno meno paura quando li vivi da vicino. Così, nel corso di questo primo anno, anche io ho imparato delle cose.
  1. Il quarto anno di scuola materna è stata proprio la scelta giusta. Ora che ho visto la prima elementare, so che la Bruna non sarebbe mai stata pronta a sei anni. Non va bene per tutti ma per lei era indispensabile: ne siamo sempre stati convinti ma avere l’appoggio delle maestre è stato fondamentale per pensare a come strutturare il quarto anno e farlo fruttare.
  2. Scrivere è una faticaccia: parlo proprio di gesto fisico. Letterone enormi, S che sembrano viti senza fine, E con troppe gambette orizzontali. C’è il lieto fine: poi si aggiusta, anche se scrivere piccolo è ancora un traguardo. Sullo stampato minuscolo invece ci ragioniamo direttamente il prossimo anno: non è un problema ma un po’ sì, visto che i suoi compagni useranno un libro scritto in stampato minuscolo e questo rischia di essere un freno per la sua inclusione nel programma scolastico. Vedremo.
  3. Leggere è superdifficile, fondere le sillabe per pronunciare una parola intera un’impresa. Con l’aggravante che tu, adulto, non capisci proprio come sia possibile e, quando il gioco si fa difficile e scatta l’invenzione di sana pianta, vorresti scaraventare i quaderni e libri giù dalla finestra. Il lato buono: a un certo punto scatta qualcosa e tutto migliora velocemente, ma c’è un sacco di roba da fare.
  4. La maestra di sostegno ci va e ci va per un numero adeguato di ore. La Bruna ne ha 22 su 30, altre sei sono coperte dall’educatrice e a noi, per quest’anno, è andata di lusso su entrambi i fronti. Solo che non sappiamo se la maestra sarà con noi anche il prossimo anno, si vedrà: non è un problema solo della Bruna ma anche della classe e delle maestre curriculari perché il sostegno è maestra di tutti, collega presente giorno per giorno in classe, e pensare di ricostruire ogni anno questo sistema di relazioni così complesso è triste e anche un po’ scoraggiante.
  5. I bambini alle elementari imparano anche a diventare sempre più autonomi. Qui è dove la forbice tra loro e la Bruna tende ad allargarsi: leggere da sola, scrivere da sola, eseguire da sola un esercizio o una consegna è un lavoro ancora più impegnativo. Arriverà, ne sono certa: vedremo quando.
  6. Lo strumento di Bortolato, anche detto linea del venti, è una risorsa pazzesca. Lo sapevo già perché ho visto la figlia della mia amica Marika usarlo a suo tempo, ora vedo che per una come la Bruna, tutta concretezza e pochissima astrazione, è in grado di fare la differenza: a un certo punto bisognerà diminuirne la presenza ma per ora non ce ne vogliamo proprio preoccupare.
  7. Iniziare il lavoro di logopedia sull’articolazione dei suoni era necessario: non puoi scrivere “stella” se nella tua mente e di conseguenza nelle tue parole è “tella” perché quel gruppo consonantico non ti appartiene. I risultati si stanno affacciando con rapidità.
  8. D’estate non ci si può grattare la pancia. Un po’ sì, ma ho cattive notizie per i fan del “falla riposare”: non è possibile, altrimenti a settembre si ricomincia tutto da capo. Ci saranno gite, centro estivo, gelati e piscine, ma anche le ripetizioni.
  9. Il prossimo anno la Bionda farà la prima elementare. Cerco di dimenticare per un secondo cosa vorrà dire averne una in prima e una in seconda e le auguro di prendere, mordere forte e gustarsi tutto il sapore di un cambiamento così sorprendente.
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16 thoughts on “La prima volta in prima elementare

  1. francesca m says:

    Complimenti alla bruna per il suo impegno e i suoi risultati.

    Non ho capito il discorso sullo stampato minuscolo; in classe di mio figlio l’hanno fatto pochissimo anche perchè non è il modo migliore per scrivere. Immagino che avranno un libro scritto in stampato (a dir la verità loro hanno già avuto molte schede scritte in stampato minuscolo per quello che riguarda le spiegazioni di cosa fare) e i bimbi scriveranno in corsivo. Ma per seguire il programma basta leggere lo stampato e poi si può scrivere come si vuole, anche se il corsivo permette di essere più veloci. Non credo proprio che scriveranno in stampato minuscolo e anche così il punto è solo leggerlo (quando si acquisisce il meccanismo di unione delle sillabe il più è fatto), poi si può scrivere come si vuole.

    • Daniela Scapoli says:

      Ciao Francesca, infatti è così, il punto è che la Bruna ancora non legge lo stampato minuscolo e il libro di seconda sarà tutto così: si può certamente fare un lavoro di riscrittura, anche se impegnativo, mentre lei impara, ma bisogna vedere se ci si riesce (dipende anche da chi ci sarà come sostegno).

      • francesca m says:

        Non ti fasciare la testa tre mesi prima, magari impara nell’estate: anche perchè il difficile è mettere insieme le sillabe e questo lo fa.
        A lei piace la tecnologia? In caso affermativo direi che il computer è di grande aiuto; infatti le tastiere hanno i caratteri in stampatello, ma a schermo si scrive in stampato.
        Potresti farle scrivere qualche frase al computer.

        Mio figlio e i suoi compagni hanno imparato a leggere lo stampato senza esercizi specifici; penso che semplicemente siano state utili le schede con brevi indicazioni in stampato, usate quasi fin dall’inizio (ovviamente all’inizio le leggeva la maestra).

        • Daniela Scapoli says:

          Non mi fascio la testa ma so da dove parte, senza dubbio durante l’estate qualcosa imparerà. Usa già il computer anche a scuola per alcune attività e con la logopedista stiamo già pensando come avvicinarla alla lettura dello stampato minuscolo.

        • Daniela Scapoli says:

          Inizieremo ad aiutarla ma se non è pronta all’inizio della seconda, quando tutti gli altri lo saranno, è un bilancio tra quello che conta di più e se in quel momento è meglio riscrivere alcune cose allora tanto vale farlo, perché l’obiettivo principale è non farle usare un libro diverso dalla classe e in quest’ottica il resto è tutto sommato secondario.

          • francesca m says:

            Certo è vero la cosa più importante è che usi lo stesso libro della classe!

            Mi azzittisco, perchè almeno nel campo didattico, fino ad ora, non abbiamo avuto grosse difficoltà.

  2. I fan del “falla riposare”…come ti capisco. Non sono bambini che possono essere lasciati riposare…anche se a me fa sempre riflettere un fatto che ho osservato varie volte. Niente viene fuori senza una stimolazione intensa e prolungata, però di solito quando qualcosa di ostico comincia davvero a svilupparsi è nei periodi in cui questa stimolazione si allenta un pochino. Come se il cervello avesse bisogno di rielaborare tutto con un po’ meno di pressione. Ovviamente continuiamo a mantenere le richieste, ma a volte proviamo una tecnica di allenamento a “strappi”, in cui alterniamo periodi intensi a momenti di semi-pausa….e a volte abbiamo avuto qualche bella sorpresa!

    • Daniela Scapoli says:

      È vero, spesso lo noto anche io e siamo d’accordo, ci vuole un minimo sindacale di lavoro per non vanificare lo sforzo enorme fatto durante l’anno scolastico.

  3. francesca m says:

    Però sul “falla riposare” mi sento di aggiungere qualche cosa. Ovviamente tutti i bimbi hanno bisogno di riposare per ricaricare le pile e – sulla scorta di mio figlio – posso dire che mediamente i bimbi nello spettro hanno bisogno di riposare più degli altri perchè sono sottoposti ad uno stress maggiore. Questo però non si traduce nel lasciarli 3 mesi senza far nulla, ma nel farli riposare bene tutti i giorni – mio figlio deve dormire quasi 10 ore per stare bene – e nel capire quali sono le attività giuste per abbassare il loro livello di stress e usarle (ad es. nel suo caso stare all’aria aperta, giocare con acqua, sabbia, terra, foglie, fare un lungo bagno caldo, ascoltare la musica – anche a palla, ballare con la musica). Altre cose come giocare ai videogiochi – pur piacendogli molto – non abbassano invece il livello di stress (questo non vuol dire che non gliele concediamo, ovviamente!).

    • Daniela Scapoli says:

      Sì esatto, il riposo è quello: dormire bene, dilatare un po’ i tempi, giocare (la piscinetta casalinga estiva è un gran bel distrattore), ma appunto come dicevo sotto poi c’è il terribile iPad, tanto utile per lei quanto deleterio se lasciato incontrollato.

  4. francesca m says:

    Nel caso di mio figlio, comunque, “andare al centro estivo” è quanto di più lontano dal concetto di “farlo riposare”, perchè per lui rapprenta un compito più difficile che non andare a scuola o fare i compiti a casa: quest’anno sta affrontando quest’avventura per la prima volta e sono contenta – per ora – di come sta andando.

    Poi secondo me crescendo bisogna aumentare la loro autonomia, che vuol anche dire ottenere che facciano cose funzionali al loro sviluppo anche da soli, con dei suggerimenti che diventino via via più lievi, e che diventino capaci di gestirsi il loro tempo libero. In questo i fratelli o le sorelle sono di grandissimo aiuto!

    • Daniela Scapoli says:

      Sicuramente sì, però per mia figlia l’ambiente abbastanza strutturato del centro estivo è ideale (e lei è supercontenta di andarci): perché le permette di stare a contatto con gli altri con la mediazione di una educatrice dedicata a lei, perché allo sbaraglio non potrebbe andare, nel senso che starebbe sola tutto il tempo.
      Sulla questione tempo libero e autonomie ce ne vuole ancora, perché per lei il concetto di tempo libero è: “mi attacco all’iPad e ci sto attaccata 12 ore al giorno”, e non va affatto bene. Quando ci siamo noi che possiamo dedicare tempo è un conto, ma quando lavoriamo la soluzione stare a casa non è praticabile in nessun modo.

      • francesca m says:

        Beh mica alla loro età stanno a casa da soli ? Ci mancherebbe!

        La sorella non riesce a staccarla dell’iPad?

        Mio figlio ha diversi interessi e sostanzialmente fa cose strane però per fortuna non starebbe mai sempre con il tablet; diciamo che lui sperimenta l’ambiente e i giochi in maniera atipica (non solo per fortuna), però non sono del tutto sicura che non sia anche da lasciarlo fare perchè ha una sua personalità.
        Ti faccio un es. lui la palla oltre ad usarla per calciarla o palleggiare, magari se la studia come è fatta, come rotola, quanto è gonfia in maniera strana; non so se tutte queste cose sono da annullare, mi sembra sbagliato. Credo che debba poter fare anche queste sue sperimentazioni.

  5. francesca m says:

    Siccome non scrivi da un po’, mi permetto di chiederti come va? Spero che la seconda stia andando come la prima e che si impari qualcosa di più ogni giorno.

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